Alessandro Hellmann, “Il fiume rubato”

Alessandro Hellmann, Intervista al Salone del Libro di Torino

Dopo aver visto il Bormida a Cengio, rosso sangue con gli argini spogli come se fossero di cemento, comprendi cosa vuol dire ambiente. È una sensazione di tale desolazione che non ti lascia più. Per anni. Era il 1986 quando vidi il Bormida rosso. L’anno di Cernobyl. Ci sono tornata nel 2016 e ho trovato gli orti sugli argini, i pesci, gli uccelli, i rovi, e l’ho trovato bellissimo. Bellissimo questo fiume uguale a tutti gli altri, ma che nel mio immaginario ha un che di resurrezione. Per questo ogni parola del Fiume Rubato di Alessandro Hellmann ha un valore speciale, non lasciata al caso. La storia che racconta è quella di un popolo, di una valle che ha avuto il coraggio di riprendersi la vita, insieme al fiume e al suo ambiente. Una storia scritta e raccontata in modo semplice, comprensibile, come chiari, semplici erano i diritti negati per cui manifestavano gli abitanti della valle: il diritto ad un ambiente sano, ad una salute senza rischi ad un futuro per i figli. Lo definirei un libro affettuoso, attento a raccontare i fatti con la profondità di un buon giornalismo senza mai usare toni sgradevoli. Ne è stato tratto uno spettacolo teatrale e un film con la regia di Diego Scarponi, interpretato da Andrea Perdicca.

Lucetta Paschetta

Intervista ad Alessandro Hellmann, Salone del Libro di Torino

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