Author: Fima

Votazioni in corso

Care socie e cari soci,
 
sono aperte da oggi e fino alla mezzanotte del 29 luglio le votazioni per il rinnovo delle cariche statutarie della Federazione italiana media ambientali. Questa la lista dei candidati:
 
PRESIDENZA
Sergio Ferraris
Roberto Giovannini
 
SEGRETERIA GENERALE
David De Angelis
Marco Fratoddi
 
UFFICIO DI PRESIDENZA
Rosy Battaglia
Paola Bolaffio
Pierluigi Cavalchini
David De Angelis
Giorgio Diaferia
Marzia Fiordaliso
Marco Gisotti
Giuseppe Lanzi
Sabrina Mechella
Letizia Palmisano
Paolo Silingardi
Mauro Spagnolo
Gabriele Vallarino
 
Sul sito dell’Assemblea on line (http://sgilabs.solutions/fima/) trovate le schede di presentazione dei candidati e il modulo per votare. Vi ricordiamo che per l’Ufficio di Presidenza si possono esprimere al massimo 3 preferenze, le schede con un numero superiore di preferenze saranno annullate.

Al termine della votazione, sulla base di quanto prevede la piattaforma, non riceverete alcuna notifica via e-mail ma visualizzerete sulla stessa pagina il riassunto delle informazioni che avete inserito a conferma che la procedura si è conclusa correttamente. Potrete a questo punto chiudere il browser. Se invece intendete correggere il voto potrete cliccare sulla voce “Torna indietro” e ripeterlo. Sarà ritenuto valido l’ultimo voto giunto. Per informazioni e chiarimenti: info@fimaonline.it.
 
Rimanendo a disposizione per ogni chiarimento, buon proseguimento di assemblea

La Segreteria

Il rapporto di fine mandato del presidente Fima, Mario Salomone

Mario-Salomone Fima
Rapporto di fine mandato
del Presidente della FIMA Mario Salomone

Care socie, cari soci,

 è passato oramai qualche anno dal 24 aprile 2013, quando al Festival internazionale di giornalismo a Perugia fondammo ufficialmente la Federazione Italiana Media Ambientali, con un Comitato direttivo provvisorio, dopo l’appello ai media verso Rio+20 dell’anno precedente e un incontro preliminare a Rimini, presso Ecomondo. Il percorso fondativo vide poi il 7 novembre, nella assemblea convocata ancora a Rimini, l’elezione dell’Ufficio di presidenza ora uscente, del presidente e del segretario generale.

 Un bilancio e alcuni ringraziamenti

Quattro anni di attività, insomma, sono un tempo giusto per fare un bilancio.

Quello economico è presto detto: il totale complessivo di oltre tre anni non arriva a 10mila euro tra quote soci e donazioni, ciononostante non presenta debiti. Quello delle attività, invece, è molto più ricco e questo soltanto grazie all’impegno volontario e gratuito di quanti ci hanno aiutato e hanno donato alla Federazione la loro passione, le loro competenze, le loro strutture e il loro tempo per assicurare le funzioni di base. I soci, innanzitutto, nei tre anni più di trecento, che ci hanno dato fiducia con la loro adesione e che spesso si sono messi al servizio delle iniziative che abbiamo organizzato in diverse città d’Italia, dagli eventi di formazione alla presenza durante la Marcia per il clima di Roma nel dicembre 2015, fino alle presentazioni e ai convegni durante il Salone del libro di Torino 2016 e al seminario nazionale con SNPA e ARPA a Bologna, per citarne soltanto alcuni.

Voglio ringraziare al termine di questo triennio in particolare le due tesoriere (prima Ilaria Romano e poi Eliana Rapisarda), Alessandro Tibaldeschi e la sua squadra che hanno curato l’ufficio stampa, i componenti del primo Comitato che ha curato la fase di avviamento della FIMA, tutti i membri dell’Ufficio di Presidenza uscente e gli autorevoli membri del Comitato scientifico che alla Federazione hanno dedicato energie e hanno presidiato tematiche specifiche, nonché le organizzazioni che hanno sostenuto la FIMA dando idee, sollecitando patrocini, partecipando alle nostre iniziative, offrendo spazi e opportunità, anche risorse economiche come nel caso di Aboca, nostra fedele azienda associata. Molti altri ci piacerebbe citare ma l’elenco diventerebbe troppo lungo, aggiungiamo soltanto un ultimo grazie speciale, a nome dell’intera FIMA, a Marco Fratoddi: senza di lui, eccezionale Segretario generale della Federazione, senza il suo entusiasmo, la sua generosità, la sua umanità, la sua professionalità, il suo infaticabile lavoro, la sua dedizione alla FIMA, la sua capacità di tessere reti, nulla di quanto è stato fatto, compreso questo momento di confronto on-line, sarebbe stato possibile.

Termino dunque il mio mandato di presidente con la soddisfazione di aver superato la difficile fase di avvio di quella grande sfida che è la FIMA grazie al contributo collettivo di una bella squadra.

 Elementi di preoccupazione

 Non possiamo però nasconderci che abbiamo dovuto destinare parte dell’attività della FIMA non solo, come avremmo preferito, a far progredire la qualità e la diffusione della comunicazione ambientale in Italia (ruolo in cui comunque la FIMA si è distinta e che è la sua primaria ragion d’essere), ma a denunciare disinformazione, errori scientifici, attacchi alla libertà di informazione, ridimensionamento degli spazi dati ai temi ambientali da parte di alcuni media. Durante il nostro mandato, ad esempio, abbiamo assistito alla chiusura di una storica testata RAI come Ambiente Italia e di una nuova trasmissione che stava conquistando un suo importante spazio, come Scala Mercalli.

Questo in un quadro in movimento, di crisi di molti organi di stampa e di problemi occupazionali, in cui alla disattenzione verso l’ambiente, con le sue emergenze ma anche con le sue opportunità di innovazione e sviluppo sostenibile, da parte dei media “main stream”, cercano di sopperire molte testate su carta e online (in gran parte aderenti a FIMA) e il fiorire di “social media”, medaglia a due facce.

 Prospettive

 Viviamo in una “società del rischio” che è tutto legato, nelle sue cause o per la crescente vulnerabilità di vite e cose, a fattori tecnologici e al tipo di sviluppo che contraddistingue iil periodo dell’Antropocene, come lo ha definito ormai quasi vent’anni fa il Nobel per la chimica Paul Crutzen. Inquinamento atmosferico, acustico e luminoso, ciclo dell’acqua, dissesto idrogeologico, terremoti, frane, valanghe, alluvioni, incidenti industriali, cibo adulterato e/o sprecato, lavorazioni nocive, stili di vita sbagliati, ma anche ingiustizie sociali o biblici esodi di massa di popoli in fuga dalla fame e dalle guerre ci dicono che dobbiamo imparare ad abitare con più saggezza la Terra.

L’informazione ambientale, in questa sfida, ha un ruolo fondamentale: è presupposto di cittadinanza, aiuta nelle scelte, mette in guardia dai pericoli, valorizza soluzioni, indica strade migliori vero un futuro vivibile e sostenibile.

La FIMA ha messo un piccolo seme. Ora però bisogna guardare avanti, conquistare altri pezzi nel mondo dei media di diverso genere, dialogare con tutte le parti sociali, lavorare fianco a fianco con tutti, dalle istituzioni alla società civile.

A chi assumerà la responsabilità di FIMA il mio augurio di farcela, nel solco di quanto realizzato finora. Credo, infatti, nell’avvicendamento e pertanto vi annuncio fin d’ora che non ripresento la mia candidatura per il triennio 2017-2019. Non finisce qui però il mio impegno per le ragioni della FIMA, di cui sono onorato di essere stato il primo presidente, a sostegno della cultura e dell’informazione ambientale in un paese che ne ha tanto, tanto bisogno.

Un caro saluto a tutte e tutti

Mario Salomone

 

Premio Anev “Energia del vento 2016”, Sergio Ferraris di Fima tra i premiati

Si è chiuso con la proclamazione dei vincitori il Premio giornalistico ANEV “Energia del Vento 2016” e sono tre i giornalisti che sono stati ritenuti i più meritevoli da ANEV nell’aver affrontato i temi dell’ambiente, dell’energia rinnovabile ed eolica. Sono stati premiati: Igor Staglianò (Rai 1) per la categoria TV, Luca Pagni (La Repubblica) per la categoria Stampa, Lucas Duran (Radio Vaticana) per la categoria Radio; Sergio Ferraris (QualEnergia) per la categoria WEB, Gianluca Zapponini (Startmag) per la categoria Under 30. «Anche quest’anno il premio ha visto la partecipazione di giornalisti di notevole spessore e la premiazione di firme tra le più prestigiose nel panorama giornalistico italiano.” ha commentato Simone Togni, Presidente dell’ANEV “Affrontare temi come quelli dell’energia e dell’ambiente, spesso molto tecnici, e riuscire a comunicarli rimanendo fedeli ai fatti e ai dati scientificamente comprovati è la sfida che il Premio ANEV pone e che i giornalisti premiati hanno soddisfatto egregiamente. Che il Premio giornalistico ANEV sia stimolo per un buon giornalismo». «L’informazione ambientale vive un momento difficile. – ha detto il giornalista scientifico Sergio Ferraris che è anche tra i fondatori della FIMA (Federazione Italiana Media Ambientali) – Assistiamo alla chiusura di trasmissione, alla riduzione dell’interesse da parte dei media generalisti, mentre quelli specializzati soffrono per la crisi generale dell’editoria e per la transizione verso le nuove tecnologie che necessitano di impegni e risorse notevoli per affrontare con successo la transizione dalla carta al digitale». Il rifermento di Ferraris è circa la chiusura da parte delle dirigenza Rai di un programma storico come Ambiente Italia e di uno nuovo, e con un format innovativo come Scala Mercalli. «È contradditorio il fatto che mentre si va verso una crisi climatica, si pensa all’economia circolare come soluzione alla crisi economica che riesca a coniugare sviluppo e ambiente, si riduca l’informazione ambientale. – prosegue Ferraris che nel 2015 ha vinto il Primo premio “Reporter per la Terra 2015″ in occasione della Giornata della Terra – C’è di sicuro un gap tra le aspettative dei cittadini in materia d’informazione ambientale e l’offerta da parte dei media. Il problema vero, però, è trovare le declinazioni, i linguaggi, le modalità di un’informazione ambientale che stia al passo dei tempi e delle sfide e che riesca ad affermarsi al di sopra del “rumore di fondo” rappresentato dalla moltiplicazione degli stimoli informativi che oggi abbiamo con i social, con la fruizione dell’informazione ventiquattrore su ventiquattro, facilitata dai mobil device». Durante la cerimonia è stato organizzato un evento/intervista a Michele Guerriero, Ceo di Innovative publishing ed Editore de Il Pianeta Terra, sul tema della comunicazione ambientale e sul rapporto tra informazione ed energie rinnovabili, per mettere in luce con esperti del settore tutti gli aspetti legati all’evoluzione dell’informazione oggi, anche in funzione della diffusione dei nuovi media e del massiccio flusso di notizie. «Sulle energie rinnovabili, l’informazione gioca un ruolo essenziale. – conclude Ferraris – Il passaggio dei cittadini dal consumo alla produzione energetica da fonti rinnovabili, l’affermarsi della mobilità sostenibile, la gestione di risorse come l’energia attraverso i dati, sono fenomeni che stanno arrivando tutti assieme e che avranno necessità di un’informazione dettagliata, precisa, direi accurata come la chirurgia. – conclude Ferraris – E se i cittadini non saranno informati nel migliore dei modi possibili queste tecnologie ci metteranno molto più tempo ad affermarsi e non abbiamo tempo, perché la crisi climatica incalza e se non saranno prese delle decisioni chiare e nette a tutti i livelli, da quello del singolo alla politica internazionale, lasceremo ai nostri figli un pianeta peggiore di quello che abbiamo ricevuto in “prestito”. E andremo oltre ai due gradi nel 2100, con conseguenze gravi per tutta la vita sulla Terra».