Author: Fima

Quando l’ambiente fa notizia, lettera di ringraziamento

Quando l’ambiente fa notizia, lettera di ringraziamenti di Marco Fratoddi e Sergio Ferraris

Salve a tutti, ci siamo appena lasciati alle spalle l’open talk di Ecomondo e vi ringraziamo di cuore per l’attenzione con cui avete partecipato a questo appuntamento. Abbiamo messo a confronto molte idee ed esperienze, integrando visioni e bisogni per una migliore qualità dell’informazione ambientale nel nostro paese. Ci sembra che il solo fatto di aver lavorato insieme rappresenti un’ottima base per immaginare nuove azioni comuni, formarci reciprocamente e contaminare con la nostra sensibilità e le nostre competenze i media generalisti.

Certo, come ci dicevamo alla fine dell’incontro è stata una bella maratona… Vorremmo perciò ringraziare in particolare i relatori (Massimo Scalia, Roberto Rizzo e Letizia Palmisano) e i coordinatori (Lorenza Gallotti, Vittorio Pasteris e Mauro Spagnolo) che hanno fluidificato e sorretto la conversazione. In più tutti coloro (come Antonio Cianciullo, Giuseppe Iasparra, Luca Natale, Andrea Poggio e Alex Sorokin) che per ragioni di tempo hanno rinunciato al proprio intervento e gli amici di Ambiente Italia che ci hanno pazientemente seguito dallo studio di Torino (non ci siamo accorti che Claudia Apostolo e Beppe Rovera stavano chiamando su Skype, scusateci!). Allo staff di Sisifo Italia e in particolare a Giuseppe Lanzi infine il ringraziamento è doppio, sia perché ci hanno accolto nella splendida cornice del social media corner collaborando da vicino all’organizzazione, sia perché attraverso lo streaming hanno permesso a moltissime persone di partecipare anche in remoto a questo evento (ci diceva Giuseppe che hanno avuto addirittura problemi di banda a causa degli utenti connessi).

Su www.assoscai.it troverete durante i prossimi giorni il video integrale, al link http://storify.com/sergioferraris/l-ambiente-fa-notizia c’è invece lo storify con i moltissimi tweet che hanno accompagnato la mattinata. Su
www.giornalistiambientali.blogspot.com rimangono inoltre gli abstract delle relazioni introduttive: può diventare uno strumento a disposizione di tutti per rimanere in contatto, proseguire la discussione, creare un punto di riferimento anche per molti giovani (e ce ne sono davvero tanti…) che vogliono impegnarsi nel giornalismo ambientale. Vedremo insieme come valorizzare gli spunti emersi dall’open talk e portare avanti questo percorso, intanto ancora un abbraccio a tutti e a presto!

Sergio Ferraris e Marco Fratoddi

Ps 1. Su Eco dalle città è uscito questo resoconto molto ampio e dettagliato http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=114013 a firma di Michele D’Amico, un ottimo esercizio di sintesi ;-)

Ps 2. Durante la giornata successiva, sempre a Ecomondo, Luisella Meozzi di Greenaccord ha ripreso, peraltro in maniera molto lucida, i temi del nostro incontro nell’ambito del convegno sul giornalismo ambientale di Unaga-Fnsi aprendo un’interlocuzione che ci sembra utile coltivare visti i comuni obiettivi

Ps. 3. Aver realizzato l’open talk all’interno di Ecomondo ci sembra un valore aggiunto, grazie anche ad Alessandra Astolfi per aver accolto con entusiasmo la nostra idea e aver creato il contatto con Sisifo

Quando l’ambiente fa notizia

Quale informazione verso l’economia low carbon? Comunicatori, blogger e giornalisti si confrontano. Rimini, Ecomondo – Social media area di Sisifo (D1), venerdì 9 novembre, ore 9.30-13.00 TWITTER #Ecomondo e #WES12 / Gli eventi di Web & sostenibilità   Open talk a cura di E-gazzette, Eco dalle città, .Eco, Eco News Periodico, Ecoradio, Ferpi, Green me, Greenreport, Greenews.info, Greenstyle, Il Cambiamento, La Nuova Ecologia, Lifegate, Qualenergia, Qualenergia.it, Rinnovabili.it, Tecneko, Terra mensile, Vita, Zero Emission Presentazione Marco Fratoddi, Giuseppe Lanzi e i coordinatori dei gruppi 9.30 Introduce Massimo Scalia C’era una volta il giornalismo ambientale  9.45 Catastrofi e media Introduce: Roberto Rizzo (Zero Emission) Coordina: Lorenza Gallotti (E-gazette) Ne discutono: Claudia Apostolo (Rai Tre),Mario Barbarisi (Greenaccord), Andrea Bertaglio (Il Fatto), Paola Bolaffio (Giornalisti nell’erba), Riccardo Bonacina (Vita), Veronica Caciagli (Italia climate network), Milena Dominici (Legambiente), Franco Foresta Martin (Corriere della sera) Marco Fratoddi (La Nuova Ecologia), Giuseppe Iasparra (Eco dalle città), Pietro Greco (giornalista), Silvana Santo (blogger), Daniel Tarozzi (Il Cambiamento), Sergio Vazzoler (Ferpi), Mariagrazia Midulla (Wwf) 10.45 Il social network è davvero innovativo? Introduce: Letizia Palmisano (Eco Connection Media) Coordina: Vittorio Pasteris (blogger e giornalista) Ne discutono: Matteo Campofiorito(Greenstyle), Alessandro De Pascale (Terra), Stefania Divertito (Metro), Simona Falasca (Green me), Alessio Fabrizi (Eco Connection Media), Antonio Ferro (Extra), Alberto Fiorillo (giornalista), Alma Grandin (Tg1), Paolo Hutter (Eco dalle città), Davide Mercati (blogger), Toni Mira (Avvenire),Sabrina Mechella (Eco news periodico),Luca Natale (Parco delle Cinque Terre), Andrea Tracanzan(Zoes) 11.45 Raccontare la green economy Introduce: Sergio Ferraris (Qualenergia) Coordina: Mauro Spagnolo (Rinnovabili.it) Ne discutono Antonio Cianciullo (Repubblica), Elisabetta Tramonto (Valori), Alessandro Farruggia (La Nazione), Walter Ganapini (Sisifo), Andrea Gandiglio (Greenews.info), Roberto Giovannini (La Stampa), Marco Gisotti (giornalista), Bianca La Placa (.Eco),  Simonetta Lombardo (Silverback), Paolo Palleschi (Epr), Andrea Poggio(Legambiente), Fabio Sanfilippo (RadioUno),  Alex Sorokin (Internergy), Alessandro Tibaldeschi (Press Play)  12.45 Conclusioni e green drink Vuoi partecipare all’open talk? Scrivi a giornalistiambientali@gmail.com

Catastrofi e media

Si avvicina l’incontro del 9 novembre 201a ad Ecomondo.Abbiamo chiesto a coloro che introdurranno i tre momenti di lanciarci un messaggio, una provocazione, uno spunto, per il talk.Ecco la riflessione di Roberto Rizzo che introdurrà il talk: Catastrofi e media
Di fronte a eventi catastrofici, il giornalista ambientale non si ferma alla cronaca e al dolore, rispettabilissimo, di chi viene colpito: va un passo oltre per spiegare le cause di quanto avvenuto, se e come si può affrontare l’attuale catastrofe e come si potranno evitare in futuro calamità analoghe. Il suo lavoro è però reso difficile da due fattori. Il primo è lo spazio scarso che sui mezzi di informazione, salvo notevoli eccezioni, viene destinato alle tematiche ambientali e scientifiche in genere. Questo vuol dire che il pubblico è meno avvezzo al linguaggio della scienza e spesso si ferma all’aspetto più spettacolare degli eventi catastrofici. Il secondo fattore è la difficoltà di far comprendere che il nostro pianeta è vivo: se la vita si è potuta  sviluppare sulla Terra è grazie anche a fenomeni estremi, come le eruzioni vulcaniche, che hanno modificato il clima e le caratteristiche geologiche del pianeta. La chiave di lettura che il giornalista ambientale dovrebbe fornire al pubblico è quindi che le catastrofi sono eventi naturali che diventano calamità quasi sempre per colpa dell’uomo: per nostra ignoranza, o per necessità di sopravvivenza oppure per interessi economici. Di conseguenza, il giornalista si trova costretto ad analizzare contesti non strettamente ambientali, ma anche economici, politici e culturali.
Roberto Rizzo