Author: Fima

Catastrofi e media


Si avvicina l’incontro del 9 novembre 201a ad Ecomondo.Abbiamo chiesto a coloro che introdurranno i tre momenti di lanciarci un messaggio, una provocazione, uno spunto, per il talk.Ecco la riflessione di Roberto Rizzo che introdurrà il talk: Catastrofi e media
Di fronte a eventi catastrofici, il giornalista ambientale non si ferma alla cronaca e al dolore, rispettabilissimo, di chi viene colpito: va un passo oltre per spiegare le cause di quanto avvenuto, se e come si può affrontare l’attuale catastrofe e come si potranno evitare in futuro calamità analoghe. Il suo lavoro è però reso difficile da due fattori. Il primo è lo spazio scarso che sui mezzi di informazione, salvo notevoli eccezioni, viene destinato alle tematiche ambientali e scientifiche in genere. Questo vuol dire che il pubblico è meno avvezzo al linguaggio della scienza e spesso si ferma all’aspetto più spettacolare degli eventi catastrofici. Il secondo fattore è la difficoltà di far comprendere che il nostro pianeta è vivo: se la vita si è potuta  sviluppare sulla Terra è grazie anche a fenomeni estremi, come le eruzioni vulcaniche, che hanno modificato il clima e le caratteristiche geologiche del pianeta. La chiave di lettura che il giornalista ambientale dovrebbe fornire al pubblico è quindi che le catastrofi sono eventi naturali che diventano calamità quasi sempre per colpa dell’uomo: per nostra ignoranza, o per necessità di sopravvivenza oppure per interessi economici. Di conseguenza, il giornalista si trova costretto ad analizzare contesti non strettamente ambientali, ma anche economici, politici e culturali.
Roberto Rizzo

Quando l’ambiente fa notizia


Quale informazione verso l’economia low carbon? Comunicatori, blogger e giornalisti si confrontano.
Rimini, Ecomondo – Social media area di Sisifo (D1), venerdì 9 novembre, ore 9.30-13.00

TWITTER #Ecomondo e #WES12 / Gli eventi di Web & sostenibilità

 
Open talk a cura di E-gazzette, Eco dalle città, .Eco, Eco News Periodico, Ecoradio, Ferpi, Green me, Greenreport, Greenews.info, Greenstyle, Il Cambiamento, La Nuova Ecologia, Lifegate, Qualenergia, Qualenergia.it, Rinnovabili.it, Tecneko, Terra mensile, Vita, Zero Emission

Presentazione
Marco Fratoddi, Giuseppe Lanzi e i coordinatori dei gruppi


9.30
Introduce
Massimo Scalia
C’era una volta il giornalismo ambientale
 

9.45
Catastrofi e media
Introduce: Roberto Rizzo (Zero Emission)
Coordina: Lorenza Gallotti (E-gazette)
Ne discutono: Claudia Apostolo (Rai Tre),
Mario Barbarisi (Greenaccord), Andrea Bertaglio (Il Fatto), Paola Bolaffio (Giornalisti nell’erba), Riccardo Bonacina (Vita), Veronica Caciagli (Italia climate network), Milena Dominici (Legambiente), Franco Foresta Martin (Corriere della sera) Marco Fratoddi (La Nuova Ecologia), Giuseppe Iasparra (Eco dalle città), Pietro Greco (giornalista), Silvana Santo (blogger), Daniel Tarozzi (Il Cambiamento), Sergio Vazzoler (Ferpi), Mariagrazia Midulla (Wwf)

10.45
Il social network è davvero innovativo?
Introduce: Letizia Palmisano (Eco Connection Media)
Coordina: Vittorio Pasteris (blogger e giornalista)


Ne discutono: Matteo Campofiorito(Greenstyle), Alessandro De Pascale (Terra), Stefania Divertito (Metro), Simona Falasca (Green me), Alessio Fabrizi (Eco Connection Media), Antonio Ferro (Extra), Alberto Fiorillo (giornalista), Alma Grandin (Tg1), Paolo Hutter (Eco dalle città), Davide Mercati (blogger), Toni Mira (Avvenire), Sabrina Mechella (Eco news periodico), Luca Natale (Parco delle Cinque Terre), Andrea Tracanzan (Zoes)

11.45
Raccontare la green economy
Introduce: Sergio Ferraris (Qualenergia)
Coordina: Mauro Spagnolo (Rinnovabili.it)

Ne discutono Antonio Cianciullo (Repubblica), Elisabetta Tramonto (Valori), Alessandro Farruggia (La Nazione), Walter Ganapini (Sisifo), Andrea Gandiglio (Greenews.info), Roberto Giovannini (La Stampa), Marco Gisotti (giornalista), Bianca La Placa (.Eco),  Simonetta Lombardo (Silverback), Paolo Palleschi (Epr), Andrea Poggio(Legambiente), Fabio Sanfilippo (RadioUno),  Alex Sorokin (Internergy), Alessandro Tibaldeschi (Press Play) 

12.45
Conclusioni e green drink


Vuoi partecipare all’open talk? Scrivi a giornalistiambientali@gmail.com

Il social network è davvero innovativo?

Si avvicina l’incontro del 9 novembre 2012 ad Ecomondo. Abbiamo chiesto a coloro che introdurranno i tre momenti di lanciarci un messaggio, una provocazione, uno spunto, per il talk. Ecco la riflessione di Letizia Palmisano che introdurrà il Talk: Il social network è davvero innovativo?

2012. Se facciamo scorrere la mente a 10 anni fa e pensiamo alla comunicazione, dovremmo eliminare i tablet, gli smartphone e i social network. Per chi era già un internauta, le forme di web partecipativo erano forum e qualche blog, per lo più di non addetti ai lavori. In 10, ma potrebbero bastare 5 anni, lo scenario è completamente cambiato. Se prima il rapporto quasi solamente verticale, ora diviene sempre più orizzontale, permettendo un confronto e un dialogo con i fruitori delle notizie. Tutto questo come può giovare l’eco-informazione? Ci sono delle controindicazioni? Se ne può fare a meno?Personalmente ritengo che l’avvento del web 2.0, dei social network abbia innovato il modo di comunicare e abbia arricchito la maniera di fare informazione e non se ne possa fare a meno. I social network sono degli strumenti che, se opportunamente usati, possono essere fondamentali quali catene di trasmissioni delle informazioni ma possono essere anche fonti e riscontri delle notizie. Pensiamo ai comitati in difesa del territorio in Italia che fanno sentire la propria voce attraverso video autoprodotti, blog e social network, entrando in contatto diretto con giornalisti e blogger. Vengono poi in mente eventi quali i flash mob partiti dalla rete, o i twitter booming (organizzati e spontanei) di protesta. I social non solo sono sempre più notizia, ma sono anche mezzi di divulgazione e fonte che, se usati sapientamente, possono dare risultati assolutamente innovativi.Noi giornalisti e i divulgatori come ci rapportiamo ai social social? Nella strutturazione della notizia si tiene conto della divulgabilità sui social network? Cerchiamo nei post e nei tweet notizie ulteriori, approfondimenti e riscontri? Parliamone…