Category: Evidenza

In ricordo di Roberto Mancini

roberto manciniÈ morto a 53 anni, dopo una lunga malattia, Roberto Mancini: l’ispettore di polizia che indagava già negli anni Novanta nella Terra dei fuochi e che a causa del suo impegno nelle zone contaminate da sostanze tossiche e radioattive aveva contratto una gravissima patologia, il linfoma non-Hodgkin. I risultati della sua indagine, al servizio della Commissione parlamentare d’inchiesta  sul ciclo dei rifiuti, erano rimasti nel cassetto per quindici anni. Soltanto nel 2010 la Dda di Napoli li aveva recuperati facendone la base per il processo contro il clan di Cipriano Chianese, responsabile dei traffici illeciti.

La malattia però, a causa delle sostanze respirate durante i sopralluoghi, nel frattempo faceva il suo corso. Dopo la diagnosi nel 2002 a Mancini era stata riconosciuta la “causa di servizio” ricevendo dalla Camera dei deputati un indennizzo di soli 5.000 euro. Poi il decesso,  ieri mattina all’ospedale di Perugia, a seguito di una complicanza del trapianto di midollo osseo. «Spero che le sofferenze che Roberto ha dovuto sopportare per aver servito lo Stato contro le ecomafie in Campania non cadano nell’indifferenza delle istituzioni e dell’opinione pubblica e mi auguro che il suo ricordo possa servire da esempio per tutti coloro che non vogliono arrendersi a chi vuole avvelenare le nostre terre, le nostre vite» ha commentato sua moglie Marika dal sito Change.org, dove sono state raccolte più di cinquantamila firme per sostenere un giusto risarcimento a favore di questo vero e proprio eroe della legalità ambientale dimenticato dallo Stato.

La Fima lo ricorderà con un minuto di silenzio durante il convegno su clima e informazione che si tiene stamattina proprio nel capoluogo umbro durante il Festival internazionale del giornalismo, partecipando al lutto e stringendosi intorno ai familiari.

Fima a #Ijf14, clima e informazione

cambiamenti-climaticiGiovedì 1 Maggio, all’interno del Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia, la Federazione Italiana Media Ambientali (FIMA) spiegherà come raccontare i cambiamenti climatici, andando oltre il sensazionalismo ma approfondendone le cause. A precederlo, due workshop per approcciare il giornalismo ambientale a cui interverranno professionisti che raccontano il mondo della sostenibilità ogni giorno sulle principali testate del Paese.

 Giovedì 1 Maggio, inserito nel ricco programma del Festival Internazionale di Giornalismo, dalle 10 alle 12 presso la Sala dei Notari si svolgerà il convegno “Pianeta rovente. Comunicare il cambiamento climatico oltre il catastrofismo, organizzato dalla Federazione Italiana dei Media Ambientali insieme a esponenti del mondo giornalistico e scientifico come Stefano Caserini del Politecnico di Milano, Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, Alex Sorokin, presidente di InterEnergy, Roberto Cavallo, presidente della cooperativa ERICA, Veronica Caciagli, presidente dell’Italian Climate Network, Luca Conti di Simplicissimus Book Farm, Roberto Giovannini de La Stampa, Marco Gisotti giornalista e comunicatore ambientale, Simonetta Lombardo, Ceo di Silverback e Mario Salomone, direttore di .Eco e presidente FIMA.

 “Le evidenze scientifiche del cambiamento climatico causato dall’uomo sono di giorno in giorno più solide, eppure l’informazione non è all’altezza della situazione. Non lo è nel mondo, e meno che mai in Italia” spiega Luca Mercalli, anticipando i contenuti del suo intervento. “Salvo rari casi, mancanza di approfondimento, di rigore, di coerenza, se non vere e proprie posizioni negazioniste, creano un continuo stato di confusione, di dubbio, di emergenza temporanea seguita da lunghi periodi di indifferenza, che impediscono la formazione di una consapevolezza collettiva e l’adozione di atti politici incisivi”.

“Prima ce ne rendiamo conto tutti, meglio è” continua Luca Conti. “Le notizie ambientali, fuori dai media specializzati circolano veramente poco. Non voglio cercare colpevoli, né tra i giornalisti, né tra il pubblico. La questione ambientale o si risolve con il cambiamento di comportamento di massa (tra pubblico e aziende) o non si risolve”.

GLI ABSTRACT: CaciagliCaseriniContiMercalli

A precedere questo importante incontro, mercoledì 30 Aprile, tra le 11.30 e le 13, si svolgerà l’incontro “Si fa presto a dire green”, organizzato da Giornalisti nell’Erba e patrocinato da FIMA, e animato da Paola Bolaffio, direttrice di Giornalisti nell’Erba, Sergio Ferraris, direttore di QualEnergia, Marco Fratoddi, direttore de La Nuova Ecologia, Roberto Giovannini de La Stampa, Alfredo Macchi di Mediaset e Ilaria Romano di Giornalisti nell’Erba. Mentre, sempre il 30 Aprile, dalle 16 alle 17, il workshop “La notizia ambientale nei media italiani: tipologie, specificità e trattamento”  anch’esso organizzato da FIMA.

 La Federazione Italiana Media Ambientali (Fima) è stata fondata il 24 aprile 2013 durante il “Festival internazionale del giornalismo” di Perugia. Ha lo scopo di promuovere e migliorare la comunicazione ambientale, diffondere la cultura della sostenibilità, anche in collaborazione con analoghe organizzazioni di altri paesi, concorrendo in questa maniera alla tutela e valorizzazione dell’ambiente.

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La Fima al Festival di Perugia

Dal 30 Aprile al 4 Maggio Perugia diventerà la capitale del giornalismo. Operatori della comunicazione di tutto il mondo si riuniranno nelle più suggestive location del capoluogo umbro per discutere del presente e soprattutto del futuro di una professione delicata ed essenziale. Professione che sta attraversando una fase di importanti cambiamenti, come dimostra l’organizzazione dell’evento: a rischio chiusura a causa della mancanza di fondi, il festival è stato sostenuto grazie al crowdfunding lanciato nei mesi scorsi. Leggi tutto…