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Fima News | La Fima al Salone del libro di Torino con i #librigreen 2018

Salone del libro di Torino 2018

Al Salone Internazionale del Libro di Torino sbarca la sostenibilità con i #LibriGreen di FIMA

Dieci incontri intorno ad altrettanti volumi fra narrativa, divulgazione scientifica e innovazione della filiera editoriale.
Dal 10 al 14 maggio, (Padiglione n. 3, S12 / T11), ore 12.00
in collaborazione con l’Alleanza delle cooperative italiane di comunicazione

Il Salone Internazionale del Libro di Torino diventa più “verde” grazie alla FIMA, la Federazione Italiana Media Ambientali che prenderà parte alla più importante manifestazione italiana nel campo dell’editoria (Lingotto Fiere, dal 10 al 14 maggio) con #LibriGreen, un programma di presentazioni di dieci volumi, dalla narrativa alla saggistica, dedicati all’ambiente e alla sostenibilità.

Mobilità, acqua, futuro green, sostenibilità della filiera editoriale: questi alcuni dei temi che saranno al centro degli incontri e dei dibattiti coordinati dalla FIMA, in collaborazione con l’Alleanza delle cooperative italiane di comunicazione, e che saranno affrontati grazie alla partecipazione di esperti provenienti dal mondo scientifico, associativo e della comunicazione ambientale.

“Il Salone Internazionale del Libro è una splendida opportunità per raccontare la sostenibilità e l’importanza della comunicazione ambientale”, dichiara Marco Fratoddi, segretario generale della FIMA. “Con #LibriGreen vogliamo sottolineare il ruolo fondamentale che i libri svolgono ancora oggi nella società, veicolando saperi e conoscenze attraverso l’esperienza di tanti magnifici scrittori che vivono nel nostro Paese”.

#LIBRIGREEN 2018: IL PROGRAMMA COMPLETO

Giovedì 10 Maggio ore 12.00 (Padiglione n. 3, S12 / T11)
Presentazione dell’iniziativa
Intervengono: Roberto Calari (Alleanza cooperative italiane di comunicazione); Pier Luigi Cavalchini (Fima Nord-Ovest); Marco Fratoddi (Segretario generale della Fima)

Conduce: Emanuela Celona (giornalista, Fima)
• Emanuele Bompan e Marirosa Iannelli, “Water grabbing” (Emi, 2018)
• Andrea Poggio (a cura di), “Green mobility” (Edizioni ambiente, 2018), interviene Maria Berrini (Istituto ambiente Italia)

Venerdì 11 Maggio ore 12.00 (Padiglione n. 3, S12 / T11)
Conduce: Giuseppe Iasparra (Eco dalle città e Quotidiano Piemontese, Fima)
• Roberto Cavallo, “La Bibbia dell’ecologia” (Elledici, 2018)
• Gunter Pauli, “Le favole di Gunter Pauli” (Edizioni ambiente, 2018), interviene Andrea Pavan (Cooperativa Erica, Fima)

Sabato 12 Maggio ore 12.00 (Padiglione n. 3, S12 / T11)
Conduce: Sabrina Mechella (Ideegreen, Fima)
• Valentina Cavanna, “Petra Kelly. Ripensare l’ecopacifismo” (Interno 4, 2017), interviene Marco Fratoddi (Weec network, Fima)
• Antonio Cianciullo, “Ecologia del desiderio” (Aboca edizioni, 2018)

Domenica 13 Maggio ore 12.00 (Padiglione n. 3, S12 / T11)
Conduce: Beppe Rovera (giornalista Rai, Fima)
• Stefano Martello e Biagio Oppi, “Disastri naturali: una comunicazione responsabile?” (Bononia University Press, 2017), interviene Sergio Vazzoler (Amapola, Fima)
• Tullio Berlenghi, “Storia del diritto ambientale” (Pe edizioni, 2018), interviene Pier Luigi Cavalchini (Cittafutura.al.it, Fima)

Lunedì 14 Maggio ore 12.00 (Padiglione n. 3, S12 / T11)
Conduce: Roberto Calari (Alleanza cooperative italiane di comunicazione)
• Giorgio Nebbia, “Erano andati a sciare” (Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro, 2018), interviene Mario Salomone
• Alessandro Hellmann, “Il fiume rubato. Il caso Acna e un secolo di resistenza contro la morte” (Les éditions Timbuctu, 2018), interviene Lucetta Paschetta (Legacoop Piemonte)

La Federazione Italiana Media Ambientali (FIMA) è stata fondata il 24 aprile 2013 durante il “Festival internazionale del giornalismo” di Perugia. Ha lo scopo di promuovere e migliorare la comunicazione ambientale, diffondere la cultura della sostenibilità, anche in collaborazione con analoghe organizzazioni di altri paesi, concorrendo in questa maniera alla tutela e valorizzazione dell’ambiente.

Ufficio stampa: Press Play – Comunicazione e Pubbliche relazioni Matteo Nardi | +39 333 5687925 | matteo@agenziapressplay.it

Librigreen, oltre la soglia con Giuliano e Nebbia

nebbia-320x427Salviamo questo mondo: è l’ultimo che abbiamo È in tutte le librerie per la collana “Palafitte” il volume “Non superare la soglia. Conversazioni su centocinquant’anni di ecologia”, di Giorgio Nebbia e Valter Giuliano. Può una specie vivente continuare ad aumentare di numero in un pianeta di dimensioni limitate? Gli autori danno una risposta negativa, provando a immaginare alcuni possibili scenari.

Il Libro
L’ecologia è stata, nel Sessantotto, la bandiera della contestazione della società dei consumi e dell’inquinamento, dando il via a una primavera di passione, dibattiti e speranza. A quarant’anni di distanza, però, il problema di una gestione irresponsabile delle risorse sembra essere cresciuto e mai risolto, complice gran parte del potere economico che, per non perdere profitto, ha rifiutato la via dell’ecologia. Cosa salverà noi e il pianeta? La tesi sostenuta è che ogni materiale usato possa tornare a nuova vita, ricorrendo a soluzioni tecnico-scientifiche che siano incoraggiate e sostenute da provvedimenti legislativi, economici e fiscali. In un’economia sostenibile e circolare, la chiave per sopravvivere è imitare la natura stessa, dove lo scarto di un ciclo naturale diventa risorsa per un successivo processo.

Sinossi
Gli autori, nel corso della conversazione, esaminano l’ecologia sotto svariati punti di vista. Ne tracciano le tappe storiche, ne analizzano l’evoluzione concettuale e le implicazioni sulla vita delle persone. La riflessione sulla natura dei consumi, e sulla loro reale necessità, conduce a una riformulazione dei processi economici volta a ridurre gli sprechi e il consumo di risorse naturali. Una rivoluzione attuabile non relegandola a mera teoria economica ma favorendo lo sviluppo di una coscienza collettiva sensibile a questa necessità.


giuliano-e-nebbiaGli autori

Giorgio Nebbia, è nato a Bologna nel 1926. Tra i primi e principali promotori della cultura ambientalista in Italia, è stato professore di Merceologia all’Università di Bari dal 1959 al 1995 e parlamentare della Sinistra indipendente alla Camera (1983-1987) e al Senato (1987-1992). Valter Giuliano, giornalista ambientalista, è stato dirigente di Pro Natura e fondatore dei Verdi. Collaboratore del quotidiano La Stampa, ha scritto numerosi saggi sulla storia del movimento ambientalista, sulla politica delle aree protette e sulla cultura popolare.

Come riceverlo
I soci Fima possono richiedere copia omaggio scrivendo a ufficiostampaedizioni@gruppoabele.org

“Ultima chiamata: uscita 2020″, il libro di Adriana Sferra

Adriana Sferra al Salone del libro 2016
Ve li ricordate i proclami del “Protocollo di Kyoto”? Il refrain numerico del “20-20-20” di cui tutti si sono riempiti la bocca? Bene. Il libro di Adriana Sferra, “Ultima chiamata: uscita 2020″, tratta proprio di questo: del disincanto e dell’imbarazzo rispetto a traguardi irraggiungibili che nessuno seriamente si è posto in agenda e di ciò che – concretamente – è ancora possibile fare. Il primo capitolo del libro è esplicito fin dal titolo (“Comunicare per far capire, capire per agire”) e prende spunto dalla convinzione che la comunicazione possa l’impossibile. L’intento è quello di distanziarsi  mille miglia dall’ennesima elencazione di maledizioni, disgrazie e ruberie che hanno accompagnato gli ultimi duecento anni di cosiddetto “sviluppo dell’umanità”, con un picco negativo tutto concentrato negli ultimi venti.  L’autrice non intende assolutamente aggiungere il suo “Ultima chiamata…” alle centinaia di libri e alle migliaia di articoli che, ogni anno, trattano di effetto serra, economia sostenibile e o biodiversità e per questo confina ad una nota di apertura un “elenco di emergenze” a cui, ormai, siamo assuefatti.

Per scrupolo ve le ricordiamo e promettiamo di non parlarne più: “Nel mese di maggio del 2015 secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration, la CO2 supera per la prima volta la barriera delle 400 ppm e secondo l’Istituto per l’Ambiente entro il 2100 si prevedono: 1,8/5,4 gradi centigradi in più l’aumento delle temperature;  2,5/7,0 gradi l’aumento in estate; 14/59 in più le notti tropicali con temperature sopra i 20 gradi: 10/39 in meno le notti con gelo;  19/56 in più i giorni estivi  (temperatura superiore ai 25 gradi);  35 in più i giorni consecutivi senza pioggia. Secondo la NASA tra i numerosi problemi da affrontare:  30-50%   la riduzione dell’acqua disponibile nel Mediterraneo; 15-35 %  la riduzione della resa agricola in Africa; da 7 a 300 milioni le persone coinvolte dalle inondazioni causate dall’aumento della temperatura…”. La solita “apocalisse annunciata” che però non smuove, non graffia, non trova “rispondenze” e, di fatto, rende la comunicazione impossibile. Qualcuno, infatti, è andato oltre e suggerisce come una delle poche vie di uscita… quella legale. È il caso, sempre secondo l’autrice, dell’associazione “Urgenda” che ha promosso una class action di quasi 900 persone  per inadempienze del Governo olandese sugli interventi anti “effetto serra”. Procedura, per inciso, che – pare – abbia dato frutti. 

Su cosa, come e perché comunicare dati scientifici (abbastanza) di dominio pubblico, in quale modo renderli comprensibili e “cogenti” nella loro semplicità, è uno dei leit-motiv del libro, in modo da mettere a nudo le motivazioni di una sostanziale freddezza della società, inadempiente e insensibile… Se non di fronte a grandi catastrofi e ad effetti pesanti per la salute e l’economia.

Netta e precisa è, di conseguenza, la requisitoria nei confronti della politica “incapace di fornire governance adattiva”, cioè forme di gestione dell’ordinario con attenzione alle risorse a disposizione e con obiettivi di riequilibrio complessivo su tutti i livelli. In pratica un’attenzione alla complessità di “Gea” combinata con ciò che effettivamente possono fare le nazioni del mondo, le loro economie, i loro cittadini. Un concetto non nuovissimo – di “economia circolare” si discute almeno dal 2012 –  che è parte integrante del “Manifesto for a Resource Efficient Europe”, uno dei tanti documenti prodotti dalla Ue,  che “dovrebbe” caratterizzare gli indirizzi economico politici del nostro continente, incardinandone i principi a livello mondiale.

Nel “Manifesto” citato ci sono indicazioni chiare di strumenti a disposizione, come i Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale (FESR), che non aspettano altro che di essere utilizzati pienamente. È sempre Adriana Sferra a ricordarci il gap negativo di cui continuiamo a patire noi italiani con esborsi a favore dell’Europa di un terzo superiori a quanto veramente si riesce a riportare in Italia con progetti e programmi adeguati. Ci rammenta anche che si sono affinati strumenti legislativi, come la L 68/2015 sugli “Ecoreati” o il D.lgs n. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), che – insieme alla estensione di operatività della Via e della Valutazione Ambientale Strategica –  potrebbero aiutare molto. Sempre che questo aiuto sia gradito e, soprattutto, nei piani di chi dovrebbe avere a cuore la tutela del territorio, il lavoro, l’ambiente, la salute…

Data la competenza specifica dell’autrice (che è architetto DdR, ricercatore presso il Dipartimento di Pianificazione, Design, Tecnologia dell’Architettura della “Sapienza” di Roma, insegna “Materiali e Tecnologie degli elementi costruttivi” nel Corso di Laurea Magistrale in Architettura) non poteva non avere rilievo un’ampia disamina di quanto si potrebbe fare oggi nel campo dell’edilizia compatibile, sia in termini di progettazione che di materiali. Proprio per questo viene dedicato un intero capitolo alla “Domotica” come  nuova possibilità di innovazione di ambienti accoglienti, funzionali e con consumi ridottissimi.

Un libro che attacca il “buonismo” e l’approssimazione di chi, pur di non dover intervenire in prima persona è disposto a chiudere un occhio o, come scrive la Sferra a proposito di deroghe ai provvedimenti: “Misure  (quelle prevista per legge) a volte escluse se l’imputato mette i luoghi in sicurezza o li ripristina”. La Sferra suggerisce altre strade, quelle della determinazione e del coraggio, dello studio appassionato e della voglia di innovazione, con un occhio particolare ai giovani e a chi, in ambito accademico, scientifico o politico, ha possibilità di orientare scelte e futuro, andando oltre il proprio “particulare”.

Pierluigi Cavalchini


L’intervista al Salone del Libro di Torino 2016