In ricordo di Roberto Mancini

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On Maggio 1, 2014, Posted by , In Evidenza, With No Comments

roberto manciniÈ morto a 53 anni, dopo una lunga malattia, Roberto Mancini: l’ispettore di polizia che indagava già negli anni Novanta nella Terra dei fuochi e che a causa del suo impegno nelle zone contaminate da sostanze tossiche e radioattive aveva contratto una gravissima patologia, il linfoma non-Hodgkin. I risultati della sua indagine, al servizio della Commissione parlamentare d’inchiesta  sul ciclo dei rifiuti, erano rimasti nel cassetto per quindici anni. Soltanto nel 2010 la Dda di Napoli li aveva recuperati facendone la base per il processo contro il clan di Cipriano Chianese, responsabile dei traffici illeciti.

La malattia però, a causa delle sostanze respirate durante i sopralluoghi, nel frattempo faceva il suo corso. Dopo la diagnosi nel 2002 a Mancini era stata riconosciuta la “causa di servizio” ricevendo dalla Camera dei deputati un indennizzo di soli 5.000 euro. Poi il decesso,  ieri mattina all’ospedale di Perugia, a seguito di una complicanza del trapianto di midollo osseo. «Spero che le sofferenze che Roberto ha dovuto sopportare per aver servito lo Stato contro le ecomafie in Campania non cadano nell’indifferenza delle istituzioni e dell’opinione pubblica e mi auguro che il suo ricordo possa servire da esempio per tutti coloro che non vogliono arrendersi a chi vuole avvelenare le nostre terre, le nostre vite» ha commentato sua moglie Marika dal sito Change.org, dove sono state raccolte più di cinquantamila firme per sostenere un giusto risarcimento a favore di questo vero e proprio eroe della legalità ambientale dimenticato dallo Stato.

La Fima lo ricorderà con un minuto di silenzio durante il convegno su clima e informazione che si tiene stamattina proprio nel capoluogo umbro durante il Festival internazionale del giornalismo, partecipando al lutto e stringendosi intorno ai familiari.

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