Catastrofi e media

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On Novembre 8, 2012, Posted by , In Notizie, With No Comments


Si avvicina l’incontro del 9 novembre 201a ad Ecomondo.Abbiamo chiesto a coloro che introdurranno i tre momenti di lanciarci un messaggio, una provocazione, uno spunto, per il talk.Ecco la riflessione di Roberto Rizzo che introdurrà il talk: Catastrofi e media
Di fronte a eventi catastrofici, il giornalista ambientale non si ferma alla cronaca e al dolore, rispettabilissimo, di chi viene colpito: va un passo oltre per spiegare le cause di quanto avvenuto, se e come si può affrontare l’attuale catastrofe e come si potranno evitare in futuro calamità analoghe. Il suo lavoro è però reso difficile da due fattori. Il primo è lo spazio scarso che sui mezzi di informazione, salvo notevoli eccezioni, viene destinato alle tematiche ambientali e scientifiche in genere. Questo vuol dire che il pubblico è meno avvezzo al linguaggio della scienza e spesso si ferma all’aspetto più spettacolare degli eventi catastrofici. Il secondo fattore è la difficoltà di far comprendere che il nostro pianeta è vivo: se la vita si è potuta  sviluppare sulla Terra è grazie anche a fenomeni estremi, come le eruzioni vulcaniche, che hanno modificato il clima e le caratteristiche geologiche del pianeta. La chiave di lettura che il giornalista ambientale dovrebbe fornire al pubblico è quindi che le catastrofi sono eventi naturali che diventano calamità quasi sempre per colpa dell’uomo: per nostra ignoranza, o per necessità di sopravvivenza oppure per interessi economici. Di conseguenza, il giornalista si trova costretto ad analizzare contesti non strettamente ambientali, ma anche economici, politici e culturali.
Roberto Rizzo

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